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DRAMMATICO STOP A PATRESE

  La Formula 1 in mano ai nobili  L'asfalto veleno per gli occhi  Se il pilota è più veloce della lepre  C'è un vecchietto che vuole correre  Attenzione: attraversamento spettatori  Festa e cani in pista, gara bloccata  Reutemann sponsorizzato dallo stato  Così Laffite si avvelenò gli occhi  Brambilla va a sbattere per la gioia  Lauda e l'incidente col trattore  In gara c'è un clandestino  Pronti via: fu subito vittoria  Drammatico stop a Patrese  Piquet, calci e pugni all'amico  La monoposto rimasta sui cerchioni  Toh, un piede nudo sul podio  L'asfalto si sbriciola, tutti a casa  Piloti, più si vince e più si paga  Il bottino di Johansson: un capriolo  Indecisione su chi deve decidere  Partenza con i piloti fuori dall'auto  Chiunque può investire Paperino Inoue  Quando la Ferrari eliminò la Ferrari  L'Arrows prova a fare il comodo suo  Wilson, il gigante in scatola  Esplode estintore, Panis accecato  Jaguar contro Jaguar: un mesto addio  In lutto per la morte di Giovanni Paolo II  Se il reclamo è fratricida  Fischi in difesa del musicista Villeneuve  

Usa Est 1978: nell'attesa di un processo vero per stabilire colpe e responsabilità di chi il 10 settembre 1978 aveva provocato l'incidente di Monza costato la vita a Ronnie Peterson (Lotus), furono imbastiti processi piuttosto sommari. Il più clamoroso, portato avanti da un comitato di disciplina dei piloti capeggiato da Niki Lauda (Brabham), nel successivo GP a Watkins Glen impedì la partecipazione di Riccardo Patrese (Arrows). Successivamente, l'incidente ebbe lunghistrascichi giudiziari e il dispositivo della sentenza definitiva fu reso noto il 9 novembre 1983: confermata l'assoluzione di Patrese e del direttore di gara Restelli, i giudici individuarono in James Hunt (McLaren), la "causa esclusiva del determinarsi del mortale incidente".